QQucina, atmosfera di casa nel cuore di Catania

Anche la piccola sala racconta buon gusto e audacia, con un servizio che rispetta formalmente le regole dei ristoranti stellati ma senza la grazia che ci si potrebbe attendere. Per il resto abbiamo assaggiato gloriose tempure, le migliori della lista, e altri piatti di una bellezza magnetica che andrebbero servite con un pizzico di attenzione in più da parte del personale di sala. Un carattere istrionico e comunque divertente, completato dalla professionalità e cortesia del personale di sala con lo stile meravigliosamente teatrale del sommelier in grande evidenza. Un percorso seducente, quello di 7 portate del menu di mare che riesce a essere prima delicato poi sapido, deciso, addirittura viscerale come nella stigghiola di tonno rosso.

Gli chef sono Domenico Colonnetta e Francesco Patti. Hanno l’aria del gatto e la volpe, ma intendiamoci, l’accoppiata tra lo chef dinamico e comunicativo e l’altro, più ombroso e taciturno, è vincente. Pavimento in legno, divani in pelle e una sala circondata da grandi vetrate. A fare la differenza è l’attitudine all’accoglienza dimostrata da La Fenice, una stella Michelin.

Così è nato QQucinaQui, un loft nel centro di Catania che, dal giovedì al sabato sera, apre al pubblico offrendo più di una cena, ventiquattro i posti disponibili. Capita che si instauri una sorta di “confidenza”, immotivata e per questo ancora più interessante, che consente di comprendere a fondo stati d’animo e motivazioni.

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Eppure, quella scelta non le ha fatto abbandonare la cucina. A dirlo i tanti sms, commenti e messaggi che dal 25 aprile – giorno in cui ha cambiato nome alla pagina QQucinaQui – ha ricevuto. Esperta di comunicazione, si è sempre occupata di turismo e tempo libero collaborando come fotoreporter anche per altri giornali, radio e tv. La lava disegna il territorio, come le gole dell’Alcantara (alte fino a 25 m e larghe da 2 a 5 m) percorribili in tre itinerari, e nella zona nidificano 200 specie di uccelli, tra cui il falco pellegrino. L’Etna, decretato dall’Unesco come patrimonio mondiale dell’umanità, è l’omphalos (ombelico) dell’isola. E’ abile anche nel rivisitare i classici, Mantarro, una tappa obbligatoria e impegnativa per ogni chef siciliano.

Ricercatore mai stanco degli ingredienti più introvabili di tutta la Sicilia, affascina sia per la padronanza delle tecniche contemporanee che per la conoscenza del territorio. Le sorti della gastronomia isolana sembrano essere nelle sue mani, come testimoniano i giovani chef che gli rendono omaggio con tanto di piatti dedicati. Lo hanno scritto tante volte che la cucina di Pino Cuttaia riesce a ipnotizzare tanto è ben fatta, un invito continuo al gioco, quasi fossimo bambini da meravigliare, spesso intriso di ricordi.

Servizio

  • E abbiamo trasformato una vecchia carretteria dell’800, in un luogo in cui i nostri amici/clienti possano mangiare bene, rilassarsi, sentirsi a loro agio in ogni momento come se fossero a casa”.
  • Pavimento in legno, divani in pelle e una sala circondata da grandi vetrate.
  • Piatti di territorio interpretati con intelligenza e spirito evoluto.
  • Forse i nostri sorrisi saranno nascosti dalle mascherine, ma potremmo regalare sorrisi anche guardandoci negli occhi».
  • Il sommelier è stato il nostro angelo custode, attento a ogni minima esigenza, ma senza risultare invadente?

Nella prima metà del 2016 la cucina è stata affidata al palermitano Ninni Radicini poi passato alla Locanda Gulfi. Una buona ristrutturazione ha regalato interni romantici piacevolmente sottolineati dalle linee squadrate dei divani verdi. La Fattoria delle Torri era in origine un teatro nel centro di Modica. Un’esperienza fugace durata 150 giorni, dal 4 giugno al 31 ottobre 2016 con Peppe Causarano e Antonio Colombo in cucina, bravi a impreziosire con spunti personali l’ottima cucina di qqucinaqui.it pesce. Esemplare la vitellina a punta di coltello servita con fonduta di formaggi e bacche di ginepro dell’Etna, presentata in una cloche che esalta la perfetta affumicatura agli aghi di pino.

Servizio

Luminoso chalet lungo il mare di Sampieri, struggente a fine stagione, è riuscito a imprimere un ricordo indelebile nei fortunati che l’hanno provato. Andrea Macca è uno chef da tenere d’occhio, fa scelte personali e i suoi piatti rendono evidente la volontà di andare oltre, alla conquista di nuovi riconoscimenti. Tra mise en place a volte stravaganti e sapori concentrati, i piatti dello chef Carlo Ruta sono piccoli manuali di tecnica culinaria.

E’ questa la scenografia che vi accoglie a La cucina di Donna Carmela, ristorante tra l’Etna e il mare, complicato da trovare se non si vive nella zona. Entusiasti del cambiamento e pragmatici, interpreti di una cucina leggera e raffinata, gli chef si dividono i ruoli. In particolare dal maître sommelier Marco Muriana, affidabile punto di riferimento della sala. Per contro, lo chef è giovane e umile, sebbene abbia già esperienze di tutto rispetto.

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